Ragade anale

Che cos’è la ragade anale?

La ragade anale è una taglio che si forma al passaggio tra la cute e la mucosa del margine anale. Le ragadi anali sono frequenti e possono essere molto dolorose. La maggior parte  guarisce spontaneamente con i trattamenti corretti, ma alcune possono diventare croniche.

Non è una condizione grave, ma la sua posizione la rende molto dolorosa. Le cause possono essere diverse: 

  • aumentata consistenza delle feci.
  • contrazione eccessiva dello sfintere
  • Diarrea frequente.
  • traumatismi
  • interventi chirurgici

Lo stress e la ragade anale

Lo stress influisce in modo significativo sulla ragade anale perché provoca la contrazione eccessiva dello sfintere anale, altera la digestione (causando stitichezza o diarrea) e favorisce l’infiammazione, peggiorando il dolore e ostacolando la guarigione. Si crea così un circolo vizioso: lo stress favorisce la comparsa della ragade  e il dolore della ragade aumenta lo stress. Tecniche di riduzione dello stress come yoga, alimentazione equilibrata e bagni caldi possono aiutare a gestire i sintomi.

Come lo stress favorisce la comparsa o la persistenza di una ragade anale

  • Tensione muscolare: lo stress provoca la contrazione dello sfintere anale interno, rendendo difficile l’evacuazione, aumentando lo sforzo e il rischio di lacerazioni.
  • Alterazioni intestinali: lo stress disturba l’intestino, causando stitichezza (feci dure) o diarrea, entrambe condizioni che sollecitano la zona anale.
  • Infiammazione: lo stress può aumentare l’infiammazione nel tratto digestivo, indebolendo il rivestimento anale e ostacolando la guarigione delle ferite.
  • Asse cervello-intestino: esiste un legame bidirezionale; lo stress influisce sulla funzione intestinale e anale  e i problemi intestinali e anali come la ragade, possono aumentare stress, ansia e influire negativamente sulla qualità della vita.

Sintomi della ragade anale

Dolore

durante e dopo la defecazione, che può durare ore.

Lacerazione o taglio

visibile nella zona.

Sanguinamento rosso vivo

durante o dopo l’evacuazione.

I sintomi possono assomigliare ad altre condizioni pertanto è necessaria una diagnosi medica specialistica.

Diagnosi

Durante la visita, il medico si informa sui sintomi e sulla storia clinica, per poi eseguire un esame fisico della zona anale.

  • Ispezione 
  • Esplorazione rettale digitale: dito guantato e lubrificato inserito delicatamente.

L’anoscopia che rappresenta un esame fondamentale nella visita proctologica,  in presenza di sospetta ragade, è riservata solo ai pazienti il cui livello di dolore lo consente

Trattamento

Dipende dai sintomi, dall’età, dalla salute generale e dalla gravità del quadro clinico.

  • Ragade acuta: spesso guarisce con trattamenti semplici e cura della defecazione.
  • Ragade cronica: può richiedere terapie più avanzate, inclusa la chirurgia.

Tra i trattamenti disponibili per la ragade anale, possono essere utili alcuni interventi complementari tra cui l’antidolorifico assunto per via orale. In primo luogo, è fondamentale modificare:

  • l’alimentazione: aumentare l’apporto di fibre e bere più acqua aiuta a regolarizzare l’intestino, riducendo sia la stitichezza sia gli episodi di diarrea che possono irritare ulteriormente la zona. Un rimedio semplice ma efficace è rappresentato dai bagni caldi, questo gesto contribuisce ad alleviare il dolore e a favorire il rilassamento dello sfintere.

Per rendere le evacuazioni meno traumatiche, possono essere prescritti ammorbidenti delle feci o integratori di fibre, che facilitano il transito intestinale. 

L’uso di farmaci topici sotto forma di creme, pomate o supposte: tra i più utilizzati vi sono i nitrati e i calcio-antagonisti, capaci di migliorare la circolazione locale, il rilassamento muscolare e favorire la guarigione della lesione.

Anche l’uso di specifici dilatatori anali aiutano nel trattamento delle ragadi rilassando lo sfintere anale interno, migliorando la circolazione e favorendo la guarigione.

Il trattamento con iniezione di tossina botulinica aiuta la cicatrizzazione attraverso il rilassamento muscolare ma  ha un elevato tasso di recidive (ricomparsa della malattia) a breve termine, con necessità di ulteriori trattamenti.

Infine tra le terapia conservative bisogna segnalare anche la riabilitazione del pavimento pelvico, mirata al rilassamento eseguita con personale esperto Quando le terapie conservative non sono sufficienti si può ricorrere alla chirurgia. 

L’intervento più comune è la sfinterotomia interna laterale, che consiste in una piccola incisione dello sfintere anale.  Tuttavia al fine di favorire la guarigione senza compromettere la funzionalità dello sfintere la fissurectomia (asportazione della ragade) con anoplastica è la procedura che adotto comunemente nella mia pratica chirurgica. Essa consiste nella rimozione della ragade e dei tessuti circostanti (come i piccoli lembi cutanei) e nella copertura della ferita con un lembo sano di pelle o mucosa (la cosiddetta “anoplastica”), al fine di favorire la guarigione senza compromettere la funzionalità dello sfintere.

Le ragadi possono recidivare?

Le ragadi recidivano facilmente, ed è molto frequente che una ragade perfettamente cicatrizzata si riapra in seguito al passaggio di feci molto dure o a causa di altri traumi locali.Anche quando il dolore e il sanguinamento si sono risolti, è molto importante mantenere le feci morbide conducendo uno stile di vita che comprenda una dieta ricca di fibre e acqua. Se il problema si verifica nuovamente, senza apparenti cause scatenanti, è opportuno eseguire una rivalutazione dal proprio medico.

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